Sabato 31 luglio 2010, ore 21.30, presso l’ex-Consorzio Agrario di Servigliano, i fratelli Strappa creano un evento in seno alla mostra QUATTRO/4 di Gabriele Ercoli.
Si tratta di uno spettacolo intitolato MASSE D’ITALIA, sulle tracce di una storia d’Italia dall’unità ad oggi. Con Gloria Strappa alla voce e Andrea Strappa alla tastiera.
La guerra. Gli italiani.
Le guerre d’indipendenza, la grande guerra, la guerra fascista e la guerra antifascista.
Masse di uomini chiamati a combattere e schierarsi: ideali e propaganda, educatori spesso disonesti e insidiosi di inutili stragi.
Nazioni e nazionalismi, patrie romantiche e patrie aggressive: Mazzini, Mussolini. Hitler.
Uomini persuasi alla guerra attraverso una mobilitazione di massa che ha fatto leva su ideali, movimenti culturali, progetti di espansione e ricchezza sempre più retorici e violenti.
Dall’ unità e l’indipendenza all’espansione coloniale, al dominio del Mediterraneo, al razzismo, alla guerra civile.
Con il 25 Aprile del 1945 sembra aver fine tutto questo e L’Italia si avvia verso la pace, la ricostruzione, il boom economico, il consumismo. Le stesse masse da persuadere ora ad altri “ideali”, apparentemente innocenti, positivi.
“Ideali” che stritolano le culture periferiche, le tradizioni, i “valori”. Che omologano e trasformano l’uomo da cittadino a consumatore perennemente inappagato di oggetti di consumo e facili e disimpegnate visioni del mondo, stordito e addomesticato dal benessere e dalla pubblicità, accettato e adeguato al presente solo se compra: un uomo che vale socialmente per quanto spende.
Da uno dei nuclei concettuali dell’opera di Gabriele Ercoli, “La guerra”, nasce questa espansione tematica, “Masse d’Italia”, per suggerire una riflessione sull’urgenza del recupero di un senso critico che rifondi su altre basi, etiche, di pietà e giustizia, la nostra società.
Il lavoro si apre e si chiude con le parole di Pier Paolo Pasolini. Inizia con la poesia “Alla mia nazione”, una aperta invettiva contro i vizi italiani, e si chiude con la canzone “Cosa sono le nuvole”, nata dalla collaborazione di Pasolini con Domenico Modugno per uno dei sei episodi del film Capriccio all’italiana del 1967.
Nell’intervento musicale – della durata complessiva di circa mezz’ora – si riconoscono tre parti: la prima riguarda il risorgimento e procede fino alla grande guerra; la seconda riguarda il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale; la terza parte riguarda il dopoguerra e la sua inesorabile corsa verso il consumismo, l’omologazione culturale e la banalizzazione di valori e sentimenti.
Ogni parte si conclude con l’interpretazione di una canzone ritenuta “positiva”: “O Gorizia tu sei maledetta”, canto popolare della prima guerra mondiale, “Fischia il vento”, l’inno più diffuso tra i partigiani, e “Cosa sono le nuvole”, come si è già detto.
La fonte principale di reperimento dei materiali sonori – se non l’unica, almeno in questa prima stesura del lavoro – è stata il web, questa sorta di cervello elettronico collettivo che si è venuto rapidamente sviluppando negli ultimissimi decenni.
Nel processo del comporre musicale si è fatto largo impiego della tecnica del collage. Tale tecnica e il materiale scelto può far pensare all’assunzione di uno stile kitsch. Ultimamente si sente poco parlare di arte kitsch, probabilmente perché ne siamo talmente subissati e assuefatti che non ne percepiamo più la presenza.
I caratteri principali del kitsch sono la riproduzione tecnica di opere d’arte preesistenti, la decontestualizzazione di tali opere dal luogo e ambiente originario, l’associazione di tali opere a un senso semantico standardizzato.
Nell’arte kitsch, non soltanto il significato è quello che appare, ma si compie un passo ulteriore, che consiste nell’annientamento del bisogno di uno sguardo critico.
Quest’ultimo carattere è sicuramente rifiutato in questo lavoro, confidando fiduciosamente di mettere in moto il giudizio e la curiosità intellettuale dell’ascoltatore.


L’articolo mi è piaciuto molto ma ancora di più l’ascolto di “più testi” magistralmente uniti dalla bravura dei due fratelli , Andrea e Gloria, che ,ancora una volta,hanno dimostrato di valere molto.