Cari lettori, ecco dunque a voi, dopo lunga e meditata gestazione, MarcheCultura. Una rivista on-line nata nelle Marche per discutere di cultura. E lo faremo nel modo più libero possibile. Infatti, questa rivista e il suo sito web sono totalmente autofinanziati e privi di qualsiasi sostegno, contributo o legame con enti pubblici e privati o con partiti politici.
La collaborazione è su invito da parte della redazione. Non sono previsti inserimenti di commenti on-line e contributi spontanei. Questo non vuol dire che la rivista sia chiusa al pubblico. Eventuali domande o commenti sono ben accetti e possono essere indirizzati alla redazione. Se ritenuti di pubblico interesse verranno pubblicati.
MarcheCultura non è una vetrina per le manifestazioni culturali regionali; anche se vi si potranno trovare informazioni utili per chi voglia muoversi nel territorio alla ricerca di eventi.
MarcheCultura è una palestra per la mente, è scambio di idee ed emozioni. È uno strumento da utilizzare per appassionarsi all’arte, alla poesia e alla conoscenza.

Palestra per la mente… appassionarsi all’arte… interessante.
In bocca al lupo per la rivista e intanto complimenti!
Una presentazione quanto mai diretta e lucida, così raro in questi tempi, che lascia davvero ben sperare. Complimenti
Di fronte all’imbarbarimento, benvengano barlumi di cultura,arte,conoscenza.
Gentili Redattori di “MarcheCultura”,
vi esprimo i miei migliori auguri per la vostra intrapresa culturale e territoriale, nel segno di una auspicata attenzione alla scrittura e di una civile tensione intellettuale.
Complimenti, uno spazio aperto en questo gran deserto.
Gentili signori.. leggo che “non si può dare una risposta..” , che “..è un punto di partenza..” che ” lo scollamento della società..”.. insomma dietro i soliti idealismi e le apparenti buone intenzioni, propagandate a spese comuni, si tenta di mantenere chiuso il circolo intellettuale e null’ altro ! Gli intellettuali, come i politici, devono alzarsi dalla poltroa del salotto, fare esperienza sul campo di battaglia della sopravvivenza, della giustizia, ovvero dell’ ingiustizia.. Occorre un convegno congiunto con 100 contadini illuminati che riportino gli intellettuali a cercare la validità della filosofia epicurea mentre invece assistiamo impotenti ad “Epicuri de grege porcum”.. Gli intellettuali non devono esimersi dalla vita vissuta, altrimenti descriveranno sempre il dolore virtuale, le passioni virtuali, l’amore virtuale, la giustizia virtale.. salvo a ravvedersi quando vengono estromessi dal tempio da qualche populista di turno.. Cordialmente
LINO PRIMUCCI del 28 gennaio 2010
In ritardo, cari amici, auguri per “Marche Cultura”.
E mi auguro che possano leggersi belle e buone parole. (Per il “bello e buono” vale il significato etimologico).
Maria Lenti