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“Il cappotto bianco” di Luana Trapè

pubblicato il 3 marzo 2010 alle 08:47
scritto da Simona del Gran Mastro
tematiche affrontate: recensioni

Luigi e Lucia sono due ragazzi: lui è un maestro di provincia, nato a Fermo, lei una colta ragazza di Milano. Ci troviamo negli anni ‘70 dell’Ottocento, all’indomani dei moti risorgimentali e dell’Unità d’Italia; nell’epoca di Garibaldi e Mazzini, del Conte di Cavour e di Vittorio Emanuele II. I due giovani si incontrano e si innamorano. Il sentimento che li lega è tenero e passionale allo stesso tempo, ma il destino ha in serbo per la coppia un tiro mancino!

Il cappotto bianco è il titolo del libro che ha per protagonisti Luigi e Lucia. Edito dalla casa editrice anconetana PeQuod nel 2008, verrà presentato venerdì 5 marzo alle ore 21.15 presso la Biblioteca Comunale “Carlo Cuini” di Porto Sant’Elpidio, in occasione di “Incontri con l’autore a cura dei lettori”.

L’autrice, Luana Trapè, dice: “Come sempre nella mia scrittura, a scatenare il desiderio e la necessità di narrare è stato il venire a contatto con una storia vera”.

La Trapè è venuta a conoscenza di una storia ambientata nel 1876 in un paese umbro in cui un maestro elementare, sostenitore di una scuola laica in uno Stato laico, viene picchiato da un gruppo di fanatici in chiesa. Umiliato, tenta il suicidio, ma viene salvato e, in obbedienza alle leggi del tempo, rinchiuso in manicomio. È questo il finale de Il cappotto bianco, romanzo moderno che unisce un’intensa vicenda sentimentale a un momento storico cruciale del passato italiano, in un indissolubile legame tra pubblico e privato.

È stato difficile per l’autrice, come lei stessa ha ammesso, fingersi narratore esterno: a differenza dei suoi personaggi, lei sapeva cosa sarebbe successo. Complicato è stato anche, aggiunge, delineare delle personalità che fossero verosimili rispetto alla storia dell’Ottocento e al punto nodale della vicenda.

Luigi è passionale, ingenuo e irresoluto, spinto da idee innovative nel campo dell’istruzione. Lucia è colta, femminista, determinata e risolutiva. Pur così diversi, hanno molti punti in comune che li avvicinano e alimentano il loro amore: sono entrambi dotati di integrità e forza etica e desiderosi di contribuire alla costruzione dell’Italia unita. Nutrono, l’uno per l’altra, un sentimento cortese e insieme romantico, dove i valori etici e intellettuali sono allo stesso tempo morali e sociali.

Sono tre le tematiche che intercorrono il romanzo: i sentimenti, gli ideali e il manicomio. In uno scenario di lotta e ribellione, di impegno civile e idealismo, il microcosmo creato da Luigi e Lucia viene bruscamente inquinato dal pregiudizio, dall’ortodossia e dal fanatismo. L’epilogo è tragico: Luigi viene rinchiuso in manicomio e lì dà inizio alla sua discesa verso gli Inferi; Lucia si trova ad affrontare da sola la tragedia, ma intelligenza e forza d’animo la sostengono per correre in aiuto del suo amato.

Un romanzo tanto lontano, per ambientazione e storia, quanto moderno. L’autrice avvicina la vicenda da lei narrata ai giorni nostri, creando parallelismi con l’Italia contemporanea. Allora come adesso, esaurita la spinta del Risorgimento, la nazione ha vissuto un momento di generale crisi ideale, è venuta meno la forza propulsiva di ribellione, sono cadute le ideologie, è stato come se la storia finisse.

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