La cucina può essere presa come metafora della vita. E allora, sicuramente, il più diffuso metodo di cottura al mondo è motivo di felicità per tutti coloro che ne apprezzano la fragranza.
Ad Ascoli Piceno dal 24 Aprile al 2 Maggio 2010 va di scena la frittura. Adatta per ogni stagione, si utilizza con tantissime materie prime grazie al suo “vestito” di pastella o impanatura. Per mangiarla non occorre nemmeno uno strumento ritenuto indispensabile a tavola: la forchetta. Infatti può benissimo essere mangiata con le mani. Anzi, forse possiamo proprio dire che va obbligatoriamente mangiata con le mani. Poiché, come rimarca Antonio Tubelli, patròn della frittura napoletana nel mondo e sostenitore della tempura in Italia, “mangiare il fritto con le mani significa conservare intatto il profumo del cibo sui polpastrelli, senza che venga alterato da plastica o metallo”.
Nell’ampio padiglione del Palafritto friggono fianco a fianco cuochi italiani provenienti da tante regioni e cuochi stranieri, in una grande, unica cucina, a sottolineare l’unità dei popoli a tavola. Le novità della sesta edizione di Fritto Misto sono tante. Dalle seadas, il dolce più sardo in assoluto, alle straordinarie fritture catalane. È un vero piacere scoprire, cartoccio dopo cartoccio, le specialità che i maestri dell’arte della frittura regalano ai visitatori.

