Riflessioni sull’assunzione di responsabilità.
Che c’entra la psicoanalisi con me? Che c’entra con quello che veramente non funziona nel mondo? Quelli che sono i veri problemi. Ogni bambino che nasce non so quanti mila euro ha di debiti sulle spalle. Lo sfruttamento del nord del mondo che schiaccia un sud povero poverissimo ma continua a crescere. Come educhiamo i nostri figli alla legalità se il presidente del consiglio rifiuta di farsi processare? Perché occuparsi del proprio ombelico invece di lottare per salvare il pianeta dalla distruzione?
Bè vi dirò che sebbene come il WWF noi psicoanalisti lottiamo per la nostra estinzione… temo proprio ce ne sia ancora bisogno. Per il semplice motivo che una buona psicoanalisi almeno laddove non ci sia di base una grossa stupidità o una canaglieria, porta all’assunzione della propria responsabilità. E’ sì ma i debiti li hanno fatti le canaglie. Per lo più, almeno quelli grossi, quelli che impoveriscono gli stati. Ma la confusione è generalizzata. E le brave persone sono in difficoltà. A volte pur di fare la cosa giusta fanno stupidaggini, a volte danni. Prendiamo i bambini. Le brave persone, al contrario delle canaglie e delle canaglie stupide, si occupano con amore dei bambini.
Ora vediamo un caso: siamo alle poste. C’è una nonna con la nipotina di circa due anni nel passeggino. La nonna dà alla bambina un libro, uno di quelli che ora vendono alle poste. L’impiegata chiede alla signora che vuole pagare il libro se può averlo un attimo, lo deve passare su un lettore per registrare la vendita. La nonna si piega e chiede alla bambina di darle il libro, cerca di prenderlo, ma la bambina non vuole. La nonna dice allora all’impiegata che non può riprendere il libro: la bambina non vuole. Arriva il direttore che dice che per questa volta si farà a meno della registrazione elettronica del libro. Nonna e nipote escono dalle poste. La bambina sempre il libro stretto tra le mani.
Mi chiedo come diventerà da grande questa piccola di due anni che ha già visto un ufficio pubblico, direttore compreso, bloccarsi per un suo capriccio. La responsabilità della nonna è quella di volere bene alla nipote e certo la nonna non avrà pensato di fare il male, lasciando che la bambina tenesse il libro. Forse era imbarazzata dell’eventuale pianto della bambina… Ma allora che mondo è quello in cui l’imbarazzo vince sulla responsabilità? La responsabilità di educare, tra cui quella essenziale di dare dei limiti.
Vediamo un’altra scena. La sera della vigilia di Natale. Una bella famiglia, una ventina di persone. La nonna come tutti gli anni ha fatto la pasta fatta in casa. L’ha ammassata il pomeriggio. Ma stasera non si mangerà. Nessuno dei venti invitati mangerà la pasta della nonna perché l’unico bambino presente mangia solo boccolotti, così tutti mangiano boccolotti.
Sono brave persone, con una certa cultura, di sinistra, anche un po’ attiviste e indipendenti. Ma perché mangiare tutti i boccolotti? Una volta si sarebbe gridato allo scandalo, se solo si fosse fatta una cucina differenziale, ma addirittura tutti sottomettersi in venti al volere del bambino…
Chissà se qualcuno ha pensato alla nonna? E il bambino? Qual è la nostra responsabilità educativa? Che significa accontentare i capricci di un bambino? E’ davvero quello che vuole?
Il bimbo occhi grandi occhioni sgranati guarda gli adulti per sapere come vale la pena vivere. Cosa fare. Cosa non fare. E troppo spesso oggi gli adulti magari non ci sono mai, ma se ci sono spesso stanno lì a guardare il bambino come se chiedessero a lui. Cosa vuoi? Cosa devo fare per accontentarti. Il guaio è che spesso rimangono bambini i bambini e da bambini fanno dei figli e chiedono a loro come si smette di essere bambini, quando non vivono credendo e volendo fare gli amici dei figli. Figlio mio che devo fare? E il figlio al padre: padre mio che devo fare?
Allora l’amore non si misura in concessioni, in regali, in sottomissioni. L’amore è dare quello che non si ha. Parte dalla nostra mancanza, da un vuoto, non da un pieno. L’amore promette all’amato di dargli qualcosa che nemmeno l’amante ha. Come si può dare quello che non si ha?
A lunedì, 17 maggio, presso l’Associazione Ancora, via De Bosis, 34, Ancona. E’ un incontro sul Seminario VIII di Lacan, sul transfert e sull’amore.

